C’era una volta.. e ci sarà per sempre! (di Manuela)
C’era una volta un re che viveva felice nel suo castello.
Egli era molto innamorato della sua consorte che aveva conosciuto quando era solo un giovane principe.
Se ne era innamorato a prima vista, tanto da chiederla in sposa dopo soli quattro mesi di fidanzamento.
Le nozze erano state tanto sfarzose quanto commoventi:si poteva toccare con mano la felicità che lo pervadeva ed il suo sguardo era pieno dell’amore che provava per lei.
Ovviamente era totalmente ricambiato da quella donna che non aveva occhi che per lui.
La loro vita già felice, fu allietata maggiormente dall’arrivo di due figli, un maschio ed una femmina.
La famiglia era al completo e mentre il re era impegnato a svolgere il suo lavoro a corte, la regina aveva scelto di dedicarsi completamente ai loro figli, rifiutando categoricamente l’aiuto di uno stuolo di educatori e governanti proprio per il piacere di fare tutto da sola,nonostante l’impegno fosse a dir poco gravoso.
Le loro esistenze scorrevano serene: gli imprevisti non mancavano ma venivano prontamente risolti dalla grande destrezza del re supportata dalla lungimiranza e dalla saggezza della regina.
A poco a poco, però, i reciproci impegni cominciarono ad allontanarli: ognuno era talmente preso dai propri pensieri da trascurare inevitabilmente l’altro. E si sa che l’amore è una pianta che ha bisogno di essere irrorata continuamente ….
Nel castello di un regno confinante , viveva una regina caduta in disgrazia.
A causa della sua perfidia era stata nel tempo abbandonata da tutti, fino a rimanere completamente sola e questo aveva accresciuto ancor di più, se possibile, la sua malvagità.
Il lento trascorrere delle sue interminabili giornate in totale solitudine, l’aveva abbrutita a tal punto da farle provare un sentimento profondo di odio per tutti coloro vedeva felici.
La sua innata invidia divenne cibo consolatorio per il suo astio ma quando questo non fu più sufficiente, fu costretta a passare alle vie di fatto per soddisfare il suo animo crudele.
Con un diabolico stratagemma (assumere aspetti che non le appartenevano era un suo grande talento) si insinuò nella corte dei suoi vicini carpendo la fiducia della regina che non poteva neanche lontanamente immaginare quale fosse il suo infido piano.
Con il suo fare mellifluo, a poco a poco, seminò il seme della discordia tra il re e la regina: fingendo che parlasse per il loro bene, li metteva in guardia raccontando loro a turno delle falsità riguardanti l’atro.
Ma siccome neanche questo fu sufficiente a separarli, la regina cattiva (che in realtà era una strega!) pensò bene di ricorrere ad un sortilegio scagliando un incantesimo sul re che perse ogni contatto con la realtà, come se avesse un velo davanti agli occhi.
Nottetempo egli con un inganno attirò la regina nelle segrete del castello dove la rinchiuse a chiave, dimenticandosene.
I principini, però, non vedendo più la loro adorata mamma, cominciarono a fare domande e ad insospettirsi, dal momento che su di loro la strega non aveva alcun potere grazie al candore dei loro animi che li proteggeva.
Un giorno, durante una delle loro ormai frequenti ispezioni nel castello, udirono il flebile lamento della regina che ormai piangeva disperatamente da giorni e giorni.
Accorsero più velocemente che poterono e si fecero spiegare tutto per filo e per segno.
La regina sapeva tutto perché la megera aveva avuto la perfida accortezza di raccontarle ogni cosa. La consapevolezza dell’accaduto l’avrebbe fatta patire atrocemente e la strega si sarebbe cibata avidamente di questa sua sofferenza.
I principini non avevano il potere di annullare il terribile anatema che stava distruggendo la loro famiglia ma riponevano molta fiducia nella forza dell’amore che li univa saldamente.
Così decisero di chiedere il permesso di conferire con il loro padre e,senza mai prudentemente fare riferimenti espliciti alla regina, cominciarono a parlargli. Gli dissero quanto mancasse loro l’armonia, l’affetto ed il calore che regnavano prima e lo fecero con il cuore in mano, con la purezza che contraddistingue i fanciulli.
Come per incanto il re vide al posto dei loro occhi, degli specchi d’amore e di riflesso guardò la sua immagine con un’enorme chiave d’oro appesa al collo.
Scosse la testa come fa chi si desta da un lungo sonno e all’improvviso gli tornò tutto alla mente.
Si precipitò nelle segrete del castello, vide la regina rannicchiata in un angolo ridotta a poco più di un mucchietto d’ossa a causa della lunga prigionia e la strinse talmente forte che quasi le si spezzò fra le braccia.
Piangendo a dirotto la implorò di perdonarlo e di non abbandonarlo dal momento che si era reso conto che l’amava più di ogni altra cosa al mondo.
La regina con le poche forze che le restavano sollevò una mano e, asciugandogli le lacrime che gli rigavano il volto, gli disse che anche lei lo amava profondamente.
Il re la prese in braccio e la portò nella sua stanza affinché riuscisse a riposare ma soprattutto potesse riabbracciare i suoi adorati figli.
Ci volle un po’ di tempo prima che la regina si riprendesse completamente ma l’amore della famiglia fece il miracolo.
Non si hanno notizie certe riguardo alla strega. Qualcuno racconta che, alla notizia del ritrovato amore tra il re e la regina, urlò così a lungo dalla rabbia da provocarsi un travaso di bile che la fece soffocare.
In ogni caso ebbe più il potere di far loro del male perché il bene rinato era forte a tal punto creare intorno a loro uno scudo di protezione che non solo li difendeva ma rispediva altresì al mittente ogni sorta di anatema.
Non c’è magia che funzioni, non c’è malvagità che colpisca, non c’è invidia che tenga quando sei protetto dalla forza dell’amore.
Ah,quasi dimenticavo! Come ogni fiaba che si rispetti ….e vissero tutti felici e contenti!
L’ amore fa miracoli Le piccole cose Sunday bloody sunday C’era una volta…..e ci sara’ per sempre!
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