Nel novembre del 2001 Emanuele e' rimasto vittima di un grave incidente stradale. Da allora vive in uno stato di coma vigile. Non e' stato facile accettare....ma abbiamo deciso che deve farcela! In Italia la diagnosi e' sempre stata quella di "coma vegetativo". Ci dicevano che non avrebbe mai potuto togliere la tracheostomia, che sarebbe dovuto rimanere ricoverato in una lungodegenza (io cambierei il nome in un'indecenza!) e che sarebbe stata una pazzia portarlo a casa. Appena fuori i confini della nostra bella Italia, le cose sono cambiate: Ninni' (cosi' lo abbiamo sempre chiamato in famiglia) ha cominciato a fare dei piccoli passi. Struttura, medici e infermieri ci hanno insegnato a gestirlo e a vivere con nostro figlio. Ora non ha piu' la tracheostomia, riesce a mangiare qualcosa dalla bocca, anche se si nutre principalmente attraverso la PEG. Ora riesce a eseguire comandi come alzare il pollice per dire OK, saluta con la mano, piega le gambe se gli viene richiesto, insomma....QUESTO NON E' VEGETARE! Ricordo ancora il giorno che usci' dalla rianimazione (nessuno avrebbe scommesso una lira!): io sorrisi ai medici e non riuscii a capire quando mi dissero "Signora, non sorrida, il peggio deve ancora venire...." Ma cosa poteva esserci peggio della rianimazione? L'ho capito ben presto quando arrivammo in un "Centro del Risveglio" in Italia. Di questo periodo e' inutile parlare, sono stati soli sei mesi persi. Mi sono sempre detta: "Se mi scoraggio, ho perso in partenza!!!" Spesso nella mia mente risuona una frase di Pablo Neruda: "Soltanto l'ardente pazienza porta al raggiungimento della felicita'". Ninni' vive in casa, il suo volto adesso e' sereno, i suoi meravigliosi occhi verdi non sono spenti, ma brillano di una vitalita' che pian piano sta affiorando. Non e' facile, ma ce la faremo. E' solo una questione di tempo. La nostra vita e' cambiata, ma non ci sono rimpianti per il passato e so che non ve ne saranno nel futuro. Ogni anno lo portiamo in Svizzera, in un centro di riabilitazione, dove ha fatto e continua a fare piccoli miglioramenti: riesce addirittura a camminare aiutato dal fisioterapista grazie a dei tutori che sostengono le gambe durante il cammino. A volte capita qualche piccolo passo indietro, ma pian piano e sempre riusciamo a recuperare anche quello. L'ultima pazzia? Abbiamo regalato a Ninni' un cane meraviglioso, addestrato per la pet-therapy, una medicina che oltre a far bene a lui, fa bene a tutti noi. Quello che ci manca e' un sostegno da parte dei servizi socio-sanitari: sempre liste d'attesa e lungaggini burocratiche. Un grazie di cuore alle poche persone che ci sono vicine, un abbraccio anche a tutti quelli che ormai non chiedono piu' notizie di Ninni' (poverini, un po' mi fanno pena) e....tutto il mio amore, tutta la mia vita e' per Te, dolce ragazzo! E come ti ripeto spesso: NESSUNA NOTTE E' TANTO LUNGA DA IMPEDIRE AL SOLE DI RISPLENDERE.

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